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Carlo Betocchi: eine Poetik der Humilitas

Carlo Betocchi, einer der Protagonisten und zugleich unorthodoxes Mitglied der «Ermetici fiorentini», hat seine Poetik – ebenso wie seine Weltanschauung – eher der Dichtung selbst als theoretischen oder programmatischen Äußerungen anvertraut. Bereits in Realtà vince il sogno zeigt sich das lyrische Ich in der Lage, das Numinose in der Phänomenologie der Welt, und gerade in der einfachsten und alltäglichsten, zu ‹sehen›. Das Gedicht Sulla speranza thematisiert eine generative Kraft, die Einspruch gegen den Tod erhebt, wenn auch niemals endgültig: Es wird hier eine originelle konstruktive Konzeption des Werdens sichtbar, die auch die poetischen Anfänge Mario Luzis wesentlich beeinflusst. Beide Dichter reflektieren intensiv (auch indirekt, durch die Lektüre affiner Autoren wie Hölderlin) über diesen Gegensatz und gelangen auf unterschiedlichen Wegen zu einem ‹agonisch› gedachten Christentum. In der Vertiefung seines Antianthropozentrismus entwickelt der späte Betocchi eine vollkommen diesseitige Vision, die Luzi allerdings nicht daran hindert, ihn weiterhin als unübertroffenes Vorbild einer Poetik der Humilitas zu betrachten.

Protagonista e allo stesso tempo figura parzialmente eterodossa del gruppo degli «Ermetici fiorentini», Carlo Betocchi ha affidato le dichiarazioni di poetica – oltre che della propria visione del mondo – alla poesia stessa piuttosto che a proclami teorici o programmatici. Già in Realtà vince il sogno si profila un io lirico in grado di ‹vedere› il numinoso nella fenomenologia, soprattutto quella più umile e quotidiana, del mondo. I versi di Sulla speranza parlano di una forza generativa che contraddice, benché mai definitivamente, la morte: vi si può individuare una originale concezione costruttiva del divenire, che influenza in maniera determinante anche l’esordio poetico di Mario Luzi. Entrambi i poeti mediteranno a lungo (anche indirettamente, attraverso la lettura di autori d’elezione come Hölderlin) su tale dialettica, arrivando per vie diverse a un’idea di cristianesimo ‹agonico›. L’ultimo Betocchi, approfondendo il proprio antiantropocentrismo, approderà a prospettive laiche che tuttavia non impediranno a Luzi di continuare a considerarlo modello insuperato di una poetica dell’umiltà.

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